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Diagnosi e cura delle malattie più frequenti in acquario

   
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Come riconoscere un pesce malato

   I pesci d'acquario sono soggetti a malattie di vario genere, provocate da altri organismi o da condizioni ambientali igeniche non adeguate. Il primo sintomo che deve mettere in allarme è il comportamento anomalo di più esemplari, quindi è necessario conoscere il comportamento normale. Spesso un pesce comincia a muoversi o a stare fermo più di quanto faccia di solito, anche la posizione rispetto al fondo può essere indicativa: alcuni pesci nuotano a testa in giù, mentre per altri può essere un cattivo segno. Lo stesso discorso vale per la posizione delle pinne: pesci che in ottima salute tengono le pinne ben distese, quando si ammalano tendono a tenerle strette e a muoverle poco. Un molly con la coda abbassata o un guppy maschio con la coda stretta sono soggetti probabilmente a qualche disturbo, mentre per un pesce palla si tratta della condizione normale. Un colissa adagiato sulfondo ha sicuramente dei problemi, così ccome un coridoras si trattiene trioppo a lungo in superficie.

   E' importante che ogni volta che si riscontra un comportamento anomalo bisognerebbe isolare temporaneamente il pesce/i sopetto/i in una vasca di cura separata, così da ridurre il rischio di contagio. Infatti in un ambiente ristretto come l'acquario si temono le infezioni soprattutto per la velocità con la quale si propagano. Se presa per tempo qualsiasi infezine può essere curata con gli adeguati farmaci. Per la regolare somministarzione di farmaci e per evitare la trasmissione ad altri pesci predisporre una vasca di cura (anche di dimensioni modeste), senza alcun arredamento ne fondale, nella quale collocare il pesce bisognoso di cure. La vasca deve poter essere coperta, in modo da oscurare l'ambiente con un panno  e tranquilizzare il pesce che si trova improvvisamente in un'altra situazione.

  01 Malattia colonnare

Agente eziologico: Flexibacter columnaris.

Tessuti colpiti: la pelle.

Specie colpite: Pecilidi.

Sintomi principali: presenza di aree biancastre presso la bocca, squame, i bordi delle pinne che si squamano. Ulcere, erosioni e necrosi della pelle. Le lesioni iniziano su cute e pinne per poi divenire sistemiche.

Sintomi secondari: respirazione accelerata.

Fattori preclisponenti: scarsa igiene, aumento della concentrazione di ammoniaca, scarsa concentrazione di ossigeno.

 

  02 Idropisia

Agente eziologico: alcuni virus, come i Birnavirus; diversi batteri come Pseudomonas, Aeromonas e Corinebacterium.

Tessuti colpiti: tutti.

Sintomi principali: accumulo di liquido nella cavità addominale, gonfiore e sollevamento delle scaglie.

Sintomi secondari: respirazione accelerata, corrosione delle pinne, esoftalmo, stazionamento in prossimità della superficie.

Fattori predisponenti: alimentazione errata, colpo di freddo o caldo, stress.

Trattamento: può essere effettuata una terapia antibiotica oppure possono essere utilizzati i vari biocondizionatori in commercio.

   

  03 Tubercolosi (micobatteriosi) dei pesci

Agente eziologico: Mycobacterium fortuitum, M. marinum (acqua dolce), M. marinum (acqua marina)

Tessuti colpiti: fegato e altri organi interni.

Specie colpite: Ciclidi e Caracidi.

Sintomi principali: letargia, anoressia, dimagramento, esoftalmia, ascite, ulcere cutanee, colonna vertebrale incurvata.

Fattori predisponenti: scarsa igiene, alimenti avariati.

Trattamento: generalmente non è praticata alcuna terapia, in quanto è abbastanza difficile da curare.

Note: è soprattutto una malattia cronica. Dura anche parecchi mesi, ma in alcuni casi si sono osservate situazioni acute con una durata di pochi giorni. Può infettare l’uomo, anche se sono stati registrati pochi casi umani. Il rischio di infezione è quindi contenuto; solamente i soggetti affetti da Aids oppure gli immunodepressi possono essere colpiti da queste micobatteriosi. Si tratta, generalmente, di forme autolimitanti, costituite da granulomi

che compaiono sulle mani e sulle braccia, resistenti ai trattamenti e che scompaiono in diversi mesi. Sono esposti tutti i pesci, soprattutto Anabantidi, Caracidi e Ciprinidi.

 

  04 Corrosione delle pinne

Agente eziologico: batteri.

Specie colpite: scalari, oranda e guppy.

Sintomi principali: estremità delle pinne lattiginosa ed ispessita, sfilacciata; la base della pinna è arrossata. Gli organi interni non sono colpiti.

Sintomi secondari: infezioni fungine secondarie.

Fattori predisponenti: stress, alimentazione non bilanciata, scarsa igiene, filtro non ben funzionante.

Trattamento: un buon biocondizionatore può risolvere facilmente la situazione, se il problema persiste può essere necessaria una terapia antibiotica appropriata.

Nota: è spesso concomitante ad altre malattie.

 

  05 Micosi esterne

Agente eziologico: funghi dei generi Saprolegnia, Achlya, Dictyuchus

Specie colpite: Pecilidi e pesci gatto.

Sintomi principali: depositi e filamenti biancastri dapprima su pelle e pinne, in seguito dappertutto.

Fattori predisponenti: abrasioni, ferite, morsi, alterazioni del muco.

Trattamento: anche per questa malattia esistono in commercio utili prodotti specifici.

Nota: non è una zoonosi, cioè non è contagiosa per l’uomo.

 

  06 Malattia del buco

Agente eziologico: molti fattori possono intervenire a determinare questa malattia, tra cui stress, alimentazione errata; i parassiti Hexamita salmonis e Spironucleus elegans non sono ne-cessariamente presenti, anche se da molti anni sono ritenuti i principali responsabili.

Specie colpite: discus, grossi Ciclidi e gourami.

Sintomi principali: erosioni cutanee con formazione di buchi sulla testa del pesce.

Sintomi secondari: appetito capriccioso, alterazioni della colorazione del pesce, feci non ben formate.

Terapia: eliminazione della causa, miglioramento delle condizioni ambientali; possono essere utilizzati alcuni prodotti specifici in compresse, ma è fondamentale migliorare la dieta.

Note: i buchi sono manifestazione di una grave carenza di calcio, fosforo e vitamina D. Questa sindrome cronica colpisce discus, oscar, grossi ciclidi sudamericani. Inizialmente si presenta con aree depigmentate della pelle, in prossimità della testa. Il soggetto colpito può essere anoressico o letargico.

 

  07 Malattia dei puntini bianchi

Agente eziologico: Ichthyophthirius multiflhiis.

Organi colpiti: epidermide, branchie.

Specie colpite: Pediidi, Botia e pesci gatto.

Sintomi principali: puntini bianchi, sfregamento del corpo contro gli arredi della vasca, respirazione accelerata.

Sintomi secondari: nuoto dondolante, dimagramento.

Fattori predlisponenti: brusco calo della temperatura, stress.

Trattamento: è efficace una "terapia termica"; mantenere la temperatura dell’acqua intorno ai 32°C per almeno 10 giorni può essere sufficiente. A questo è possibile aggiungere uno dei tanti prodotti in commercio.

Note: il pesce appena comprato può ammalarsi perché aveva già in incubazione il parassita. Ma può anche averlo trovato in una vasca nella quale gli altri pesci non hanno contratto la malattia perché sono più resistenti.

 

  08 La malattia del velluto (oodiniasi)

Agente eziologico: Amyloodinium (Piscinoodinium) ocellatum, P limneticum, P pillularis.

Organi colpiti: epidermide, branchie.

Specie colpite: oranda.

Sintomi principali: puntini bianchi molto piccoli, sfregamento.

Sintomi secondari: respirazione accelerata, nuoto a scatti, decolorazione delle pinne, infezioni secondarie sulle lesioni cutanee.

Fattori predisponenti: sbalzi di temperatura, condizioni ambientali inadeguate.

Terapia: esistono diversi prodotti specifici.

 

  09 Malattia dei neon

Agente eziologico: Pleistophota hyphessobrycon is.

Organi colpiti: muscoli e pelle.

Specie colpite: Caracidi e non soltanto i neon.

Sintomi principali: aree decolorate sull’epidermide, deformazioni del corpo.

Sintomi secondari: respirazione accelerata, corrosione delle pinne.

Fattori predisponenti: ingresso del parassita, condizioni ambientali inadeguate.

Trattamento: è difficile trattare con successo questa malattia, può essere tentata una terapia antibiotica.

 

  10 Infiammazione della vescica natatoria

Agente eziologico: principalmente batteri, parassiti; sono frequenti le alterazioni congenite.

Organo colpito: vescica natatoria.

Specie colpite: sono maggiormente colpite le varietà più particolari di oranda, e i red parrot.

Sintomi principali: alterazioni dell’assetto. La vescica natatoria è un organo fondamentale per il mantenimento del corretto assetto del pesce a seconda delle varie profondità a cui si sposta. Un problema infettivo o congenito può facilmente alterare la posizione del pesce nell’acqua, per cui si osservano pesci a pancia all’aria, che stazionano in superficie e hanno difficoltà ad immergersi.

Trattaniento: in base alla causa può essere previsto un trattamento con un biocondizionatore, ma se il problema è di natura congenita, si può fare ben poco.

 

  11 Vermi delle branchie

Agente eziologico: Dactylogyrus auriculatus,

D. fallax

Organi colpiti: branchie.

Specie colpite: Ciclidi.

Sintomi principali: respirazione accelerata, dimagramento, opercoli spalancati.

Sintomi secondari: nuoto dondolante, sfregamento, protrusione della bocca.

Terapia anche per questa malattia esistono in commercio rimedi specifici; se non si ottengono risultati apprezzabili, un buon veterinario può risolvere il problema con una terapia antiparassitaria adeguata.

 

  12 Vermi della pelle

Agente eziologico: Gyrodactylus elegans, G. cobitis, G. medius, G.gracilis.

Organi colpiti: pelle.

Specie colpite: Ciclidi.

Sintomi principali: decolorazione localizzata, dimagramento, nuoto dondolante.

Sintomi secondari: respirazione accelerata, sfregamento, corrosione delle pinne per infezioni secondarie.

Terapia: utilizzare un prodotto specifico.

 

  13 Lernaea

Agente eziologico: Lernaea cyprinacea, L. branchialis.

Organo colpito: epidermide.

Specie colpite: Ciprinidi, in particolar modo i pesci rossi.

Sintomi principali: osservazione ad occhio nudo (la lunghezza del parassita è di circa 2cm nelle femmine), dimagramento, perdita dei colori, prurito, nuoto a scatti.

Sintomi secondari respirazione accelerata, fungosi secondarie.

Trattainento: eliminazione manuale; anche se la testa rimane dentro, il parassita muore.

Note: la Lernaea può essere introdotta nella vasca tramite pesci selvatici o prelevati all’esterno, soprattutto pesci rossi o carpe koi. Un singolo parassita non nuoce, tranne che quando infesta piccoli pesci; gravi infestazioni possono molto debilitanti e determinare l’insorgenza di infezioni secondarie.

 

  14 Pidocchi dei pesci

Agente eziologlco: Argulus foliaceus, A. caregoni, ecc.

Organi colpiti: epidermide.

Specie colpite: gourami

Sintomi principali: dimagramento, puntini neri epidermici, spossatezza.

Sintomi secondari: respirazione accelerata, difficoltà natatorie.

Trattamento: rimozione diretta; introduzione della gambusia (Gambusia affinis,un piccolo pesciolino)che si nutre di parassiti adulti.

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